Il futuro dei piccoli e medi cantieri navali: tecnologia, formazione, community

PMI, il cuore dell’industria marittima europea

In Europa ci sono circa trecento cantieri navali, più dell’80% gestiti da piccole e medie imprese. Nelle loro officine si costruisce e ripara il 90% delle imbarcazioni made in Europe, anche di grandi dimensioni come traghetti, navi da crociera, barche da pesca e mega yatch. Un sistema su cui si regge l’intera catena di fornitura dell’industria marittima europea, fatta da oltre 22.000 imprese con un fatturato di 60 miliardi di euro.

«Lavoratori altamente qualificati, prodotti di qualità e personalizzati, validi servizi di manutenzione, riparazione e adattamento delle imbarcazioni sono tra i punti di forza di queste imprese. Il problema è che fanno fatica a rimanere competitive con le grandi a causa della globalizzazione tecnologica e dei costi elevati che devono sostenere», spiega Micol Biscotto, Project Manager in Ricerca e Sviluppo per Deep Blue. «Ecco perché hanno bisogno di aumentare l’efficienza della produttività ottimizzando le procedure interne. Di questo si occupa il progetto Mari4_YARD»

Cantieri super-tecnologici

Portare la tecnologia nei cantieri navali, questo uno degli obiettivi del progetto europeo finanziato nell’ambito del programma di ricerca e sviluppo Horizon 2020. Non a caso del consorzio (18 partner tra cui Deep Blue) fanno parte l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e altre realtà che si occupano di tecnologie digitali: robot e cobot (robot non autonomi ma guidati da un operatore umano), visori di realtà aumentata, Internet of Things, stampe 3D.

«Da una parte si lavora a innovazioni tecnologiche, comprese le soluzioni collaborative tra umani e robot, che siano sicure, modulari, flessibili e interoperabili. Dall’altra si punta alla creazione di una community degli “addetti ai lavori” per incoraggiare non solo diffusione e adozione delle soluzioni sviluppate, ma anche formazione e aggiornamento del personale per aumentare la competitività delle piccole e medie imprese».

Per ridurre la fatica e lo stress fisico dei lavoratori nelle operazioni manuali, per esempio, l’Istituto di BioRobotica della SSSA e il suo spin-off IUVO svilupperanno esoscheletri a supporto della schiena e delle braccia. La realizzazione di questi apparecchi, al pari di quella degli altri dispositivi indossabili come i visori di realtà aumentata, segue un approccio human-centered: la progettazione ruota intorno alla persona, e ciò garantisce massima accessibilità e facilità nell’utilizzo degli strumenti tecnologici. “Vestibilità” e benefici degli esoscheletri, dotati di sensori che inviano ai lavoratori dati per monitorare le loro performance di lavoro in tempo reale e “aggiustare il tiro” quando necessario, saranno verificati con questionari ed esami di elettromiografia per controllare l’attività muscolare (si confida in una riduzione dello “sforzo” del 20%).

A supporto di tutte le fasi produttive, dalla costruzione alla manutenzione e riparazione delle imbarcazioni, si testeranno anche robot e cobot (il cui impiego potrebbe migliorare la produzione sino al 40%), soprattutto nei compiti più rischiosi o che richiedono ai lavoratori uno sforzo fisico particolarmente intenso. Visori di realtà aumentata e stampe 3D aiuteranno invece a perfezionare e velocizzare le operazioni di riparazione e adattamento. Il banco di prova di tutti i prototipi sviluppati nell’ambito del progetto saranno due cantieri navali: NODOSA, dove si progettano, costruiscono e riparano imbarcazioni di medie dimensioni, e BIS, dove si disegnano e realizzano navi per il trasporto passeggeri, petroliere, yatch di lusso.

La community di Mari4_YARD

«Nessuna innovazione, per quanto valida, può dirsi davvero riuscita se non viene adottata su vasta scala. Al riguardo, i partner del progetto porteranno avanti una serie di azioni mirate alla creazione di una comunità “allargata” di soggetti esterni al consorzio, cantieri e associazioni industriali, nella quale promuovere attraverso l’organizzazione di open-day o showroom le soluzioni sviluppate», aggiunge Biscotto.

Per rafforzare questa rete verrà creata anche una community virtuale, accessibile attraverso il sito del progetto, nella quale condividere progetti, pubblicazioni, idee e storie di successo. Tutto questo lavoro confluirà nella Mari4_YARD Didactic Factory Network, una rete paneuropea dedicata alla formazione professionale, con strutture e risorse liberamente accessibili a tutti gli stakeholder del settore.

Isabella Garanzini
isabella.garanzini@dblue.it