Sicurezza in aviazione: l’Europa è sulla strada giusta?

VERSO UN MODO DI VOLARE SICURO E PIÙ VERDE

L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) ha condotto un sondaggio per svelare il parere dei cittadini sulla mobilità aerea urbana: l’85% è favorevole, il 71% salirebbe su un taxi volante. Sono dati rilevanti perchè l’Europa mira a una mobilità in cui il trasporto aereo sarà sempre più strategico. Presto vedremo spostarsi droni-corriere per la consegna merci, aerotaxi e aeroambulanze.

L’aviazione sarà più verde, con carburanti meno inquinanti e motori meno rumorosi; ci sarà inoltre un ripensamento delle operazioni di spostamento per integrare nuovi aeromobili. Sarà poi più sicura, grazie agli studi su safety (prevenzione di eventi avversi accidentali e adozione di misure protettive in caso di incidenti) e security (prevenzione di atti dolosi). Il progetto europeo OPTICS2, coordinato da Deep Blue, ha passato in rassegna gli ultimi dieci anni di ricerca a riguardo.

OPTICS2, LO STATO DELL’ARTE DELLA RICERCA EUROPEA SULLA SICUREZZA IN AVIAZIONE 

«Il consorzio di OPTICS2 ha monitorato e definito lo stato dell’arte della ricerca europea sulla sicurezza in aviazione. Sono aumentati i progetti in ambiti prima trascurati, come le tecnologie per droni, l’inclusione dei Fattori Umani e la security intelligence contro attacchi informatici» – spiega la Project Manager Micol Biscotto. «Ma in alcune aree i risultati non soddisfano, perché le tecnologie non sono mature o è complicato esportarle su vasta scala. L’Europa deve colmare questi gap per adeguarsi agli obiettivi di ACARE nel FlightPath 2050.

Metodologia utilizzata e argomenti

I partner di OPTICS2 hanno attinto alle risorse di CORDIS, il database dei progetti finanziati dall’Unione Europea, e dalle banche dati di diversi paesi. Sono stati analizzati oltre 300 progetti a tema safety and security in aviazione:

«Quest’analisi preliminare ha permesso di individuare gli argomenti ancora poco investigati o poco sviluppati. Per ogni progetto abbiamo valutato significatività e maturità dei risultati raggiunti. Le analisi, raccolte in report annuali, sono state inviate alla Commissione europea. L’obiettivo è fornire un progetto strategico per il finanziamento dei prossimi progetti Urban Air Mobility», conclude Biscotto.

Sono 20 le priorità di ricerca emerse, distribuite in cinque «aree di intervento» (Governance, People, Intelligence, Operations, Design). Analizziamole per Safety e Security.

PRIORITÀ FUTURE PER LA SAFETY

Occorre anticipare i prossimi cambiamenti dello skyscape tra droni, velivoli privati e aerotaxi per mantenere alti gli standard di sicurezza. La maggior parte dei progetti a oggi finanziati riguarda radar, gestione delle missioni di volo e salute degli aeromobili.

Nonostante la buona maturità, mancano un’analisi completa dei rischi emergenti e una metodologia standardizzata per studiare l’impatto sulla sicurezza. È pur vero che questi stessi rischi sono spesso considerati da compagnie aeree e operatori aeroportuali «materiale riservato». Bisogna invece favorire lo scambio di dati rilevanti tra gli stakeholder del settore, nel rispetto di riservatezza e sicurezza. È urgente: delle centinaia di progetti analizzati, solo il 9% tratta acquisizione, analisi, processamento, modellizzazione e visualizzazione dati. Di riflesso, sono penalizzati anche lo sviluppo e l’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale.

Più sinergia tra operatori, tecnologie intelligenti e veicoli a pilotaggio remoto

Un’altra priorità è ottimizzare la collaborazione tra operatori, tecnologie intelligenti e veicoli a pilotaggio remoto o autonomo in compiti ripetitivi, complessi, pericolosi o in situazioni emergenziali. Per soddisfare questa collaborazione sarà necessario integrare i Fattori Umani nella progettazione di nuovi strumenti e procedure condivisi. Sono ancora molte le questioni aperte: l’ingresso in aviazione di livelli di automazione sempre più elevati cambierà il lavoro. Ma in che modo? Come si garantiranno alti livelli di performance e sicurezza?

Verso un sistema di trasporto aereo resiliente

La pandemia ha fatto poi emergere la necessità di rivedere le modalità decisionali e di comunicazione per rendere il sistema di trasporto aereo più resiliente. Pertanto occorre:

– ripensare le cabine di pilotaggio per accogliere strumenti elettronici sempre più interattivi e automatizzati;
– migliorare la resistenza degli aeromobili;
– ri-testare la sicurezza delle operazioni di volo in condizioni metereologiche avverse.

Infine, c’è il tema della safety «declinata» al design. Quest’area è molto popolata: la metà dei progetti riguarda la progettazione di nuovi strumenti e procedure per aumentare la sicurezza. È sul piano delle regole che manca un sistema di certificazione agile e omogeneo (esiste solo per i droni).

E LA SECURITY? 

Manca in aviazione una cultura della sicurezza intesa come prevenzione di atti criminosi, oltre a figure professionali che formino gli operatori. Occorre un approccio globale al tema security, visto che tutti i progetti finanziati si concentrano su specifiche minacce o incidenti.

La pandemia ha fatto emergere la necessità di un approccio strategico contro le minacce biologiche. Collaborazione è inoltre richiesta tra i vari settori per giungere a un sistema trasporti integralmente più sicuro (Security Baseline). C’è poi bisogno di Horizon Scanning per anticipare le minacce del futuro. Infine, come dimostrato dal caso Huawei, è necessario considerare l’idea di una «sovranità tecnologica europea», almeno per quelle tecnologie che hanno un impatto particolarmente critico e strategico.

Isabella Garanzini
isabella.garanzini@dblue.it