Più flessibilità nell’impiego dei controllori del traffico aereo con IFAV3

Più flessibilità nell’impiego dei controllori del traffico aereo con IFAV3

Per rendere più flessibile addestramento, gestione di licenze e abilitazioni dei controllori del traffico aereo serve una formazione su cluster di settori e cluster di aeroporti simili. Ma per non aumentare carico di lavoro e non inficiare la sicurezza c’è bisogno di tool di supporto: se ne occupa il progetto IFAV3.

 

TORRI DI CONTROLLO REMOTE: IL PROBLEMA DELLA FORMAZIONE DEI CONTROLLORI

Tra le innovazioni più recenti nel mondo dell’aviazione ci sono le Torri di Controllo Remote. La gestione di decolli e atterraggi in aeroporti a basso/medio traffico viene delocalizzata: il controllore del traffico aereo non è più, fisicamente, in una torre dentro l’aeroporto ma gestisce gli aerei da una postazione remota grazie a immagini ad alta risoluzione trasmesse da telecamere installate nell’aeroporto stesso. “Un insieme di telecamere e sistemi ad alta automazione forniscono supporti visivi (e in alcuni casi uditivi) per mantenere la situation awareness dei controllori che non vedono più gli aerei direttamente dalle finestre della torre di controllo”, spiega Michela Terenzi, Psicologa cognitiva esperta di Fattori Umani a capo dell’Area Human Factors Applied di Deep Blue. “I vantaggi sono principalmente economici, con una significativa riduzione dei costi legati alle infrastrutture. Inoltre è possibile ottenere una maggiore flessibilità nella fornitura del servizio di controllo del traffico aereo negli aeroporti a basso/medio traffico”, prosegue l’esperta.

Attualmente, nelle Torri di Controllo Remote i controllori del traffico aereo si occupano ciascuno della gestione di un singolo aeroporto. “Può tuttavia capitare che a uno stesso controllore venga assegnata la gestione di un altro aeroporto durante un turno differente o in specifiche fasce orarie, a seconda degli orari di apertura di alcuni scali che possono essere flessibili e/o ridotti – dice Anna Giulia Vicario, Psicologa esperta in Fattori Umani e Sicurezza, consulente senior in Deep Blue – per poter operare su un determinato aeroporto, però, ciascun controllore deve ottenere un’abilitazione specifica relativa a quell’aeroporto, analogamente a ciò che accade nelle torri convenzionali”. Il problema è che questa abilitazione richiede un lungo periodo di formazione sul campo, il cosiddetto On-the-Job Training, che può protrarsi fino a diversi mesi per ciascun aeroporto ed è propedeutico al conseguimento della certificazione operativa.

“Considerata la quantità di tempo necessaria al conseguimento di ciascuna abilitazione, ogni controllore mantiene generalmente un numero limitato di abilitazioni in parallelo, di norma fino a tre – prosegue Vicario – questo modello, seppur consolidato, presenta significative limitazioni in termini di flessibilità operativa e costi di formazione che incidono direttamente sull’efficacia della tecnologia delle Torri Remote”. Diverso sarebbe se un controllore di una Torre Remota ricevesse un training e una licenza per un gruppo di aeroporti con caratteristiche simili. “Ciò garantirebbe maggiore flessibilità ma, attenzione, non è così semplice – avverte Terenzi – non si tratta solo di cambiare un regolamento, bisogna supportare i controllori nella transizione operativa”.

 

IL PROGETTO IFAV3: SETTORI DELLO SPAZIO AEREO E TORRI REMOTE

Questo è l’obiettivo di IFAV3 (Increased Flexibility of ATCO Validations), progetto europeo finanziato nell’ambito del programma SESAR per la modernizzazione del controllo del traffico aereo in Europa. Il consorzio di ricerca, di cui fa parte anche Deep Blue, sta lavorando allo sviluppo di tool e procedural adjustments – questi ultimi per la standardizzazione e semplificazione di procedure tra diversi aeroporti – che permettano di “accorciare” l’On-the-Job Training e supportino una distribuzione più flessibile dei controllori, per ora nelle Torri di Controllo Remote e in prospettiva in quelle Multiple. Il progetto IFAV3 sta proseguendo la linea di ricerca iniziata nel 2016 da IFAV, prima edizione del progetto, focalizzata esclusivamente sui controllori dei settori dello spazio aereo. “Il concetto è il medesimo: invece di formare i controllori su un solo settore (che richiede training continui che determinano una mancanza di risorse operative), sarebbe più efficiente, in ottica di tempo e costi ma anche dell’allocazione più flessibile degli operatori, raggruppare tipologie di settori con caratteristiche simili in un solo cluster che richieda un solo tipo di licenza”, spiega Vicario. “È un processo di efficientamento, un bilanciamento di risorse e di costi. Un controllore formato con un certo tipo di competenze può essere impiegato in questo modo in più settori, con maggiore frequenza e flessibilità come quando, per esigenze di elevato traffico aereo, si rende necessario aprire più settori. Questo approccio rende l’intero sistema più dinamico e adatto a gestire situazioni complesse”, puntualizza Alfonso Levantesi, Psicologo e consulente in Deep Blue.

 

LE SOLUZIONI PER SUPPORTARE IL LAVORO DEI CONTROLLORI

Nell’ambito della parte del progetto IFAV3 dedicata alle Torri di Controllo Remote sono stati definiti diversi tipi di enablers – facilitatori – tecnici e procedurali. Quelli tecnici servono per ridurre le competenze specifiche di un aeroporto che servono per operare su di esso, per esempio strumenti per il briefing, per la visualizzazione delle informazioni, per l’automatizzazione di alcune operazioni e di advisory. “Tra questi il Coordination Support Tool che faciliterà il coordinamento con gli stakeholder dell’aeroporto oltre che con le unità ATC (Air Traffic Control) limitrofe – precisa Terenzi – oppure l’Aerodrome Info Display che è progettato per fornire ai controllori del traffico tutte le informazioni aggiuntive necessarie per lavorare su un aeroporto all’inizio del loro turno”.

Gli enablers procedurali, invece, mirano a garantire per quanto possibile una standardizzazione e semplificazione di alcuni aspetti dell’On-the-Job Training trasformandolo da specifico per un particolare aerodromo ad applicabile a un gruppo di aerodromi. “Ciò consentirebbe ai controllori del traffico di acquisire le competenze necessarie per tutti gli aeroporti su cui sono abilitati attraverso un solo training – prosegue Levantesi – per esempio, lo Standard Roles and Aerodrome Services Callsigns sviluppa uno schema standard di ruoli e compiti, allineando le procedure locali e le comunicazioni a terra direttamente con questi ruoli anziché con unità o persone locali”.

Le soluzioni dedicate ai controllori che gestiscono i settori, essendo già state sviluppate in IFAV, sono più mature e orientate all’implementazione in tempi più rapidi. Ne esistono già versioni pre-operative che verranno testate dagli operatori in simulazioni la cui esperienza verrà poi raccolta tramite interviste e questionari standardizzati al fine di indagare aspetti come l’efficacia del supporto automatico, il grado di situational awareness nell’ambiente operativo con l’introduzione dei nuovi strumenti, la loro facilità d’utilizzo, ecc. Per quanto riguarda le Torri Remote, invece, il lavoro è ancora all’inizio. A partire da Aprile, si terranno dei workshop per analizzare il concetto e presentare i modelli degli enablers proposti. “In questa fase, verranno somministrati questionari volti all’esplorazione di differenti aspetti relativi all’analisi costi-benefici, all’ambiente, alla sicurezza e alla performance umana con l’obiettivo di raccogliere feedback utili al miglioramento degli stessi enablers. E sarà proprio Deep Blue ad occuparsi di questo processo”, conclude Vicario.

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