L’importanza dei Fattori Umani e Organizzativi per la sicurezza ferroviaria

L’importanza dei Fattori Umani e Organizzativi per la sicurezza ferroviaria

Ferrovie e sicurezza: i Fattori Umani e Organizzativi sono elementi fondamentali nella previsione del rischio. Per integrarli nei Sistemi di Gestione della Sicurezza, Deep Blue organizza corsi rivolti a imprese ferroviarie e gestori dell’infrastruttura.

 

Il Regolamento Delegato UE 2018/762 e i Fattori Umani

L’esperienza insegna. Per quanto possa sembrare paradossale, gli incidenti, i quasi-incidenti e gli inconvenienti d’esercizio sono una risorsa preziosa per migliorare la sicurezza ferroviaria: capire cosa non ha funzionato – e non solo individuare i responsabili – permette di evitare che si ripetano le dinamiche che sono alla base di questi eventi. Per questo motivo i Sistemi di Gestione della Sicurezza (SGS) delle aziende vengono frequentemente aggiornati per individuare strategie e misure di prevenzione sempre più efficaci. In ambito ferroviario, una delle revisioni più significative dell’impianto normativo sulla sicurezza è il Regolamento Delegato UE 2018/762 rivolto a imprese ferroviarie e gestori dell’infrastruttura che individua dei ‘metodi comuni’ per il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza.

Il Regolamento del 2018 introduce un principio importante: la necessità di integrare i Fattori Umani e Organizzativi (FUO) nel Sistema di Gestione della Sicurezza. Secondo la definizione dell’International Ergonomics Association, i Fattori Umani sono la disciplina scientifica che analizza e migliora le interazioni tra l’uomo e gli altri elementi del sistema, per aumentarne sia il benessere individuale che le performance del sistema stesso. Detto più semplicemente, i Fattori Umani sono tutto ciò che influisce sulla prestazione di una persona: capacità cognitive, stress e fatica (anche legati a un carico di lavoro eccessivo o attività mal pianificate), organizzazione del lavoro, procedure, regole e policy aziendale (ne avevamo parlato qui).

“L’aver introdotto i Fattori Umani nei Sistemi di gestione della Sicurezza ferroviaria è un importante riconoscimento al ruolo che hanno nella mitigazione del rischio – dice Luca Save, esperto della materia e coordinatore delle attività di formazione e consulenza svolte da Deep Blue nel settore ferroviario (autore del libro ‘Un colpevole ci dovrà pur essere. I luoghi comuni sugli incidenti e le strategie più efficaci per evitarli’). “Se ti limiti a dire ‘non capisco perché le persone sbagliano e fanno cose pericolose per la sicurezza’ o ‘se le persone sbagliano io non ci posso fare niente’ non potrai mai elaborare strategie adeguate a proteggere il tuo sistema dai rischi derivanti da prestazioni umane non corrette, che sono a loro volta legati alla variabilità delle circostanze operative a cui gli operatori devono far fronte”.

 

Il Corso di Deep Blue sui Fattori Umani e Organizzativi per la sicurezza ferroviaria

Grazie all’esperienza maturata in aviazione, Deep Blue ha iniziato a occuparsi anche di formazione e consulenza sui Fattori Umani per le aziende del settore ferroviario. Con l’entrata in vigore del Regolamento Delegato UE 2018/762 ha strutturato un Corso sui Fattori Umani e Organizzativi (FUO) per il Sistema di Gestione della Sicurezza Ferroviaria che quest’anno ha ricevuto un importante riconoscimento dall’Agenzia dell’Unione Europea per le Ferrovie (se ne parlerà il 16 aprile in un webinar organizzato dall’Agenzia stessa). Il corso si rivolge ai responsabili del Sistema di Gestione della Sicurezza e ad altre persone che ricoprono ruoli strategici per la sicurezza ferroviaria, incluse le figure apicali dell’azienda e gli istruttori che insegnano al personale operativo (macchinisti, capitreno, manutentori, ecc.). “Sono le figure che all’interno dell’azienda devono valutare preventivamente i rischi, analizzare gli incidenti e gli inconvenienti, monitorare nel tempo il livello di sicurezza delle operazioni svolte dall’azienda”, spiega Save, referente dei corsi.

A oggi Deep Blue ha tenuto corsi per oltre nove operatori tra trasporto merci, trasporto passeggeri e gestori dell’infrastruttura. Due edizioni sono state anche rivolte all’Ufficio per le Investigazioni Ferroviarie e Marittime che, su incarico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, analizza incidenti e inconvenienti per capire ciò che è andato storto e formulare raccomandazioni per aumentare i livelli di sicurezza nei settori ferroviario e marittimo.

Ogni corso si articola in 4 moduli: I Fattori Umani e il concetto di Stress; Punti di forza e debolezza della cognizione umana; L’errore a livello individuale; L’errore a livello organizzativo. Un mix di lezioni online e video-lezioni da fruire individualmente, unito ad esercitazioni di gruppo per analizzare errori commessi nella vita quotidiana e in ambienti operativi complessi. Ai moduli possono seguire workshop di approfondimento in presenza su un tema specifico: come utilizzare la metodologia per integrare i FUO nell’analisi degli incidenti, nella valutazione dei rischi, nel monitoraggio delle prestazioni di sicurezza.

 

Le finalità del Corso FUO per Sicurezza Ferroviaria e il ragionamento operativo

“I corsi hanno innanzitutto una finalità formativa: spiegare i modelli teorici che servono per applicare le varie tecniche per l’analisi dei Fattori Umani e Organizzativi nella gestione della sicurezza”, precisa Save. Poi c’è la sensibilizzazione del personale che dovrebbe adottare questi modelli ma, non avendone esperienza, ha bisogno di essere guidato nel coglierne potenzialità e utilità, specialmente quando questa necessità non è mai emersa nella sua carriera da esperto di operazioni ferroviarie. “Questo è un punto molto delicato – prosegue l’esperto di Fattori Umani e sicurezza – perché si tratta, almeno in piccolo, di determinare un cambiamento culturale che genera inevitabilmente diffidenze e scetticismi difficili da superare se non viene ‘spiegato’ molto bene”.

Un cambiamento culturale in linea con quello che l’Agenzia dell’Unione Europea per le Ferrovie definisce il ‘ragionamento operativo‘. “Non serve a nulla scoprire che un operatore o una operatrice ha fatto un errore se non capisco il perché – sottolinea Save – è molto raro che le persone sbaglino in modo del tutto casuale: dietro gli errori ci sono quasi sempre cause operative che è indispensabile comprendere se si vogliono poi trovare le soluzioni, anche di carattere organizzativo, per renderli in futuro meno probabili”.

 

Il valore dell’errore

È consuetudine, non solo nel mondo dei trasporti, stigmatizzare l’errore. “Ultimamente qualcosa sta cambiando, ma prima alle aziende importava soprattutto individuare il ‘colpevole’ – racconta Save – tuttavia, limitandosi ad accertare le responsabilità, seppur un atto dovuto, perdevano un’occasione importante per migliorare la sicurezza delle loro organizzazioni”. Ciò è vero anche in un settore, come quello ferroviario, fortemente normato: esistono procedure che descrivono i compiti da svolgere con un elevato livello di dettaglio quasi per tutte le operazioni. “Indubbiamente questo è un vantaggio perché offre certezze sia al personale operativo sia al management delle aziende – prosegue l’esperto – ma avere tante norme non significa necessariamente più sicurezza, perché gli imprevisti sono dietro l’angolo”. Le attività sono troppo complesse perché le norme possano contemplare tutte le situazioni potenzialmente rischiose, senza lasciare punti scoperti o elementi di contraddizione: bisogna saper leggere il contesto operativo e prevedere in che modo i diversi problemi potrebbero combinarsi fra loro. “In questo senso gli errori degli operatori sono una risorsa fondamentale: aiutano a leggere una realtà altrimenti troppo complessa e a trovare le misure di prevenzione e mitigazione più appropriate”, conclude Save.

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